P. FAUSTO COLECCHIA: UN VULCANO DI INIZIATIVE AL SERVIZIO DEL SACRO CUORE

P. FAUSTO COLECCHIA: UN VULCANO DI INIZIATIVE AL SERVIZIO DEL SACRO CUORE

Domenica 18 aprile 2021, il giorno successivo al suo 50° anniversario di Sacerdozio, padre Fau­sto Colecchia è tornato alla Casa del Padre. Era ammalato da tempo, ma ancora con molta grinta da offrire: pur con le forze allo stremo e allettato, non era ancora stanco di progettare iniziative e guardare lontano. Poi, il lungo viaggio in ambulanza da Briatico (VV) fino a Roma, sperando che un’attrezzatissima clinica gli potesse restituire quella forza vitale che lo stava abbandonando di giorno in giorno.

Le origini

Colecchia Fausto Leonida, classe ’43, Molisano, è entrato tra i Dehoniani a 11 anni per intra­prendere i suoi studi nel seminario minore di Pagliare (AP), quindi il liceo e i primi anni di studi teologici a Foligno. Qui, dopo il noviziato, nel 1961, ha emesso la sua prima professione religiosa. A Roma, ha completato la sua preparazione teologica, frequentando il preziosissimo Pontificio Istituto Biblico. Ma la ricerca Teologico-biblica a cui si era preparato, ha dovuto, da subito, cedere il passo al “lavoro manuale”.

I primi anni di sacerdozio

Dopo la sua ordinazione sacerdotale avvenuta nella sua cittadina di Petacciato nel 1971, al Cen­tro Giovanni XXIII di Frascati, sua comunità di residenza, si è impegnato, insieme ad alcuni suoi confratelli, nell’accoglienza di gruppi e pellegrini, offrendo loro non solo vitto e alloggio, ma so­prattutto quell’apporto religioso che costituisce un valore aggiunto alla semplice accoglienza.

Presso lo stesso centro, il suo proverbiale dinamismo ha organizzato numerose attività religiose: dai corsi di catecumenato (liturgia, catechesi, vita comunitaria), alle conferenze, dibattiti, ritiri ed esercizi spirituali con corsi di preparazione al matrimonio. La Borgata di Colle Pizzuto era la sua area pastorale.

Gli anni della maturità

Dal 1975 inizia la sua attività come Responsabile delle Edizioni Dehoniane per alcuni anni e della Libreria a Napoli per una diecina di anni. Amava dire: “Ho confessato gente e preti più tra gli scaffali della libreria che non in chiesa”. Proprio in un anglo della Libreria dehoniana, in via Depretis a Napoli, aveva creato un angolo con una cappellina e il SS. Sacramento. Quell’angolo, caratterizzato dal silen­zio, era frequentatissimo come lo scaffale delle novità librarie.

Per circa una quindicina di anni ha curato la rivista “Presenza Cristiana” e per una diecina di anni è stato Responsabile del rapporto con i benefattori dei Dehoniani. Le riviste di collegamento con i bene­fattori erano arricchite da numerosi articoli e approfondimenti, che lui firmava tutti con nomi diversi. Sì: per un sacerdote è fondamentale che a “camminare” sia non il proprio nome e la propria firma, ma il messaggio evangelico a cui ci si è votato. Purtroppo, ultimamente, guardando e ascoltando, questo intento rimane disatteso per molti; così si corre il rischio di servirsi del Vangelo, piuttosto che servire il Vangelo…

Il rapporto con i benefattori

Curava il rapporto con i benefattori dell’Istituto con scrupolosità e inventiva, inviando sussidi per la preghiera e la cultura religiosa che lui stesso redigeva. Una sua iniziativa, mirante a diffondere e a vivere lo spirito dehoniano d’amore e di riconciliazione, è stata la creazione tra i benefattori dei “Deho­niani oranti”.

Nell’ambito dei Padri dehoniani del Centro-Sud Italia, p. Fausto ha ricoperto ruoli di responsabilità come Superiore di comunità, Parroco, consigliere della provincia religiosa per nove anni, presidente della Commissione di Spiritualità e della Famiglia Dehoniana che raccoglie tutti i simpatizzanti della spiritua­lità dei Sacerdoti del S. Cuore che intendono intraprendere un percorso di fede più intenso. Tra questi ha curato in modo particolare, soprattutto il gruppo degli “Oblati” con i quali è stato in contatto fino agli ultimi giorni della sua vita.

Per animare questi gruppi, negli anni ’90, ha creato il “ping-pong”: come la pallina va da una parte all’altra del tavolo da gioco, così i vari gruppi si spostavamo nelle varie zone del Centro-Sud Italia per degli incontri trimestrali, costruedo conoscenze e amicizie sulle orme della spiritualità dei pp. Dehoniani.

Un uomo guidato da una grande spiritualità

Con il suo carattere tenace e determinato, ha sempre lavorato con molto impegno, competenza e re­sponsabilità, anche quanto ha avuto difficoltà di salute agli occhi, per cui era costretto a farsi accom­pagnare.

Era dotato di un’intelligenza molto viva e di uno spirito di inventiva, dove il gusto e la competenza lo hanno condotto a gestire egregiamente la ristrutturazione del Santuario “Gesù Bambino” a S. Antonio Abate (NA) e la chiesa parrocchiale di Mandaradoni (VV), dove è stato parroco negli ultimi anni.

Purtroppo questa sua tenacia lo ha condotto anche a non conoscere i limiti oltre i quali non era oppor­tuno avventurarsi. Ma questo non ha diminuito la stima per il suo impegno e, in particolare, per la sua spiritualità, che manifestava nei suoi scritti e nel relazionarsi con chiunque lo avvicinava.

Sabato 24 Aprile ore 18,30, presso il Collegio Missionario in Via Barletta n° 387 ad ANDRIA, ci sarà una S. Messa in suffragio di p. Fausto Colecchia.

Nessun Commento

Sorry, the comment form is closed at this time.